Sempre attuale il pensiero di Pitagora

Un quadro completo sui più recenti studi sul pensiero di Pitagora è quello proposto ieri mattina nel convegno "Il Pitagorismo, origini e diffusioni", svoltosi ieri presso il consorzio universitario di Crotone. A partecipare all'iniziativa, tenutasi presso l'ex Ciapi in una grande sala con pessima acustica, soprattutto studenti, qualche dirigente scolastico e persona interessata all'argomento. Ad introdurre ed a moderare gli interventi, è stato Giuseppe Barbera, presidente dell'Associazione tradizionale pietas di Crotone, che ha evidenziato l'attualità del pensiero pitagorico in molti ambito dell'agire umano, che emerge anche dalle relazioni degli importanti storici intervenuti al convegno crotonese, voluto dal presidente del consorzio universitario, Marilina Intrieri. «L'intento del convegno è proprio quello ­ dice ­ di far convogliare le informazioni che escono dagli studi in canali di diffusione, anche in virtù del fatto che vi sono molte lacune negli scritti sulla dottrina pitagorica». I saluti d'apertura sono stati affidati a Giovanni Garreffa, referente dell'Accademia delle belle arti di Crotone, struttura che ha preso l'avvio quest'anno proprio nella sede dell'ex Ciapi. Egli ha ricordato che attraverso i reperti ritrovati delle antiche civiltà, come quella magno greca, si può leggere la storia e ricostruirla. Interessante la relazione dell'egittologo Alessandro Roccati, docente de "La sapienza" di Roma, che si è occupato dei modelli culturali di trasmissione del sapere nell'antico Egitto. In particolare, si è intrattenuto sulla figura dei sacerdoti, che erano dei veri e propri intermediari del sapere, che avevano infinite conoscenze. «In effetti, il tempio era all'epoca la sede principale delle attività culturali e intellettuali, ed era lo spazio ideale dove potevano avvenire gli incontri anche con personalità di spicco del tempo».
Tali modelli, ha spiegato, furono certamente assimilati dalla scuola pitagorica, anche perché Pitagora si è formato proprio in Egitto ed in Persia. Dal canto suo, Ilias Lucarelli, archeologo in Atene, ha trattato delle origini e formazione del pensiero pitagorico attraverso l'analisi delle fonti storiche. «Anche in virtù della platea giovane di oggi ­ ha affermato - vogliamo fare un quadro complessivo di quello che è il pensiero pitagorico, attraverso alcune fonti come gli altri filosofi". Pitagora, a suo dire, era una delle figure più affascinanti ed allo stesso tempo misteriose dell'antichità, tanto che qualcuno ne mette in dubbio perfino la stessa esistenza. Attraverso le fonti, invece, si cerca di trovare tracce della sua presenza ed esistenza reale. La relatrice Anna Sofia, dell'ateneo romano, ha parlato della nuova analisi della dottrina pitagorica e della sua diffusione. «In particolare ­ ha dichiarato - ho illustrato le fonti greche che testimoniano il soggiorno di studi di Pitagora in Egitto e a Babilonia, cercando di mettere in evidenza la sua funzione di tramite culturale tra l'antica sapienza egizia e la Magna Grecia. Qui ­ ha proseguito ­ sono stati trovati dei testi attribuiti all'orfismo ed al pitagorismo, scritti su sottili lamine d'oro, che presentano delle forti analogie con alcuni capitoli del libro dei morti egizio». Skoutas Stamatis, presidente dell'Accademia pitagorica di Samo e presidente del consorzio universitario dell'Egeo, ha trattato il tema della dottrina matematica come sintassi dell'universo. In particolare ha annunciato che l'accademia che preside, sta portando avanti un ambizioso progetto: «far pervenire a Samo tutti i libri che parlano del pensiero pitagorico, per creare una biblioteca telematica, capace di unire tutti i pitagorici del mondo in una sorta di villaggio globale». Questo progetto dovrebbe approdare, entro cinque anni, alla realizzazione di congresso pitagorico mondiale, che si avvarrà della collaborazione dell'Università di Londra e di molti Paesi, tra i quali l'Italia, la Finlandia, la Spagna e, ultimamente, anche la Germania. Infine, a relazionare è stata Maria Luminita Rollè, docente presso l'università di Edimburgo e presidente dell'Accademia transnazionale di Ginevra, esperta di mitologia celtica. «Non si sa se Pitagora sia veramente esistito; se lo fosse, sarebbe stato europeo, perché il suo modello è presente nella coscienza d'Europa». Ella ha infine ricordato le diverse analogie esistenti tra pitagorismo e druidismo, soprattutto in campo esoterico, della presenza di scuole iniziatiche sul territorio all'insegna del motto «prima conoscere se stessi e poi relazionarsi all'esterno».

 

Giacinto Carvelli

(Il Quotidiano della Calabria-24/09/06)

Posted in Convegni blog di Ilias Lucarelli | accedi o registrati per inviare commenti | letto 507 volte

Inserito da Ilias Lucarelli il Dom, 15/10/2006 - 13:04

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