JANUS - GIANO

La Tradizione Romana vuole che Giano sia una delle più arcaiche divinità.Alla sua figura sono legate moltissime leggende romane che ne fanno un protettore speciale di Roma e dei suoi abitanti. Il suo nome è legato alla funzione: custodiva le porte di casa (Ianua) e i passaggi (Iani), portava in mano le chiavi, come un portinaio (ianitor) e le sue due facce sono rivolte verso l'entrata e verso l'uscita. A lui è dedicato il primo mese dell'anno, Ianuarius, e gli si attribuiva un culto speciale in un tempio le cui porte erano sempre aperte in caso di guerra e sempre chiuse in tempo di pace. Si diceva che Giano avesse sposato la ninfa Giuturna e che avesse avuto da lei un figlio, Fons o Fontus, il dio delle sorgenti. (DIZIONARIO DEI MITI - Gabriella D'Anna. ed. Newton.).Varrone tramanda che Giano è il dio degli initia e Giove il dio dei summa. Di fatti l'inizio del mese è sacro al bifronte dio, che guarda avanti e dietro anche nel tempo, mentre il plenilunio, la metà del mese, è sacro a Giove Ottimo e Massimo.La leggenda vuole che Giano avesse un regno nel Lazio con sede sul colle Gianicolo. Qunado Saturno, di fuga dal figlio, giunse in queste terre, Giano gli cedette parte del suo regno, che divenne Saturnia Tellus, poi noto come Latium dal verbo latino latere: nascondersi. Il latente Saturno insegnò i misteri dell'agricoltura agli abitanti di questi luoghi e da qui nacque poi il regno romano.Ovidio dice di Giano: Giano bifronte, inizio dell'anno che tacito scorre, tu che solo fra gli déi puoi vedere il tuo dorso, sii propizio ai duci per opera dei quali la fertile terra gode di serena pace, e così il mare; sii propizio ai senatori e al popolo di Quirino e dischiudi con un solo tuo cenno gli splendidi templi. Sorge un giorno felice: accoglietelo con animi e discorsi appropriati: in questo giorno lieto si dicano liete cose. all'orecchio non giungano liti, stiano lontane le folli contese, e tu maligna tura rinvia la tua opera. [...] Ma quale divinità dirò che tu sei, o Giano bifronte? [...] Allora il sacro Giano, mirabile nel duplice aspetto, si offrì d'improvviso al mio sguardo con i suoi due volti. [...] E quello, tenendo un bastone nella destra ed una chiave nella sinistra, con la bocca anteriore mi disse queste parole: "Deposto il timore, apprendi, operoso poeta dei giorni, ciò che desideri sapere e tieni a mente quanto dico. Mi chiamavano Caos gli antichi, - ch'io sono antica divinità -; vedi quali remoti eventi io stia celebrando. [...] Quanto vedi ovunque, il cielo, il mare, le nubi, le terre, tutto si chiude e s'apre per mia mano. Presso di me è la custodia del vasto universo, il diritto di volgerne i cardini è tutto in mio potere. Quando mi piace trarre dalla quiete del tempio la Pace, ella cammina libera per vie interrotte. Il mondo intero sarebbe lordato dal mortifero sangue se robuste sbarre non tenessero rinchiuse le guerre; insieme con le miti Ore custodisco le porte del cielo, e il fatto che Giove stesso ne esca e rientri è nelle mie mansioni. Perciò sono chiamato Giano; [...] Ogni porta di qua e di là ha due facciate: di esse, l'una guarda la gente, l'altra gli déi Lari" [...] (Ovidio, Fasti).A volte Giano è rappresentato con 2 chiavi: una aurea ed una argentea;  gli autori latini dicono che una fosse quella delle porte del cielo, l'altra delle porte del regno degli inferi. Altre volte (come nel caso di Ovidio) ad una delle due chiavi è sostituito un bastone.Ogni rito si apriva a Giano e il suo tempio (dice Dumèzil) era contenitore di qualcosa di terribile, come il vaso di Pandora; in qest'ultimo vi erano i mali, nel tempio di Giano pare vi fosse la potenza distruttrice e caotica della guerra. Difatti le porte di questo tempio venivano chiuse solamente in tempo di pace.

Posted in MITHOLOGIA ET PIETAS blog di Giuseppe M. D. Barbera | accedi o registrati per inviare commenti | letto 616 volte

Inserito da Giuseppe M. D. ... il Sab, 17/02/2007 - 12:30

Giuseppe M. D. ... | Sab, 17/02/2007 - 12:56

Sul significato intrinseco delle porte invitiamo a leggere anche l'articolo presente al seguente limk:http://www.apietas.org/it/node/102

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