INNO ORFICO IX - A SELENE

profumo di aromi
Ascolta, o fulgente regina immortale, o divina Selene, o Mene dalle corna Taurine, errabonda pellegrina celeste, vergine Mene falcifera che rischiari la notte, che cresci e decresci e sei femmina e maschio, luminosa amica dei cavalli, madre del tempo, che ci arrechi i frutti, nitido elettro, mesto volto risplendente nell'ombra, e tutto vedi e di begli astri ti attornii, amando la pace e la notte ch'è senza dolore; o graziosa lampada fulgente, benefica, gemma notturna, delle stelle regina, che in ondeggiante manto t'aggiri, saggia fanciulla, vieni lieta e splendente con la tua triplice chiarezza e i supplici giovani aiuta, o luminosa vergine beata.                             Il presente inno mostra la sensibilità artistica e religiosa degli orfici nei confronti dell'astro lunare, considerato nel suo aspetto numico come Selene. I diversi attributi espressi sono riferiti alle forme che acquista nel tempo del mese lunare il satellite orbitante. All'immagine romantica di una sacra Luna si affianca quella di una divinità che ha la funzione di marcare il tempo: per lungo tempo i greci ebbero il calendario lunare, che fu poi accordato al ciclo solare coll'anno metonico, così detto da Metone di Atene, che studiò le lunghe coincidenze tra il sole e la luna ed elaborò un sistema cronologico poi adottato in tutta le Grecia antica.  

Posted in MITHOLOGIA ET PIETAS blog di Giuseppe M. D. Barbera | accedi o registrati per inviare commenti | letto 421 volte

Inserito da Giuseppe M. D. ... il Mer, 21/02/2007 - 16:39

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