FRANCESCO RISOLA

1999-2001 - CUPOLA PAVLIDIS

Ideazione progettazione e realizzazione di un trompe-l’oeil (tecnica a secco, colori naturali alla caseina, 50m2 di superficie) per la cupola dello studio dell’architetto Giorgio Pavlidis sito nel palazzo storico (architettura eclettica, inizi del ‘900) di proprieta’ della famiglia Erga a Salonicco.



 

IL CICLO DELLA VITA

(breve descrizione delle figure principali)

Le otto delle sedici facce complessive della geometria individuata sviluppano un’architettura ottagonale che, evocando la fonte battesimale, simboleggia la nascita.
L’opera celebra la vita.
La lettura del racconto, realmente orientato sui 4 punti cardinali, si sviluppa in senso orario.
I settori principali raccontano l’avvicendarsi delle stagioni a partire dal lato est a cui è associata la primavera.

LA PRIMAVERA

Il primo stadio della vita è rappresentato dalla musa che regge uno specchio la cui cornice raffigura un drago cinese - simbolo di fortuna ed essenza primigenia Yang - che è la fertilità. Mordendosi la coda il drago è l’Uroburo ovvero l’eterno ritorno, un monito della caducità della vita ma anche del suo perpetuo rinnovamento. In bilico tra la vanità della giovinezza e il desiderio di conoscenza di sé, progredirà verso la giusta direzione grazie alla prudenza e la perseveranza.
L’iscrizione sul fronte associata alla primavera è il monito in latino “(lo specchio) restituisce a ciascuno il suo”. E bene conoscere se stessi ed agire consapevolmente poiché ogni azione che si compie avrà una ripercussione nella propria esistenza.     


 

L’ESTATE
Nel secondo stadio della vita, rivolto a sud, la musa studia il paragrafo di un libro di Vitruvio riguardante gli orologi solari. E’ il tempo non facile per comprendere le regole del mondo circostante e la propria vocazione. I due attributi che la accompagneranno verso la giusta direzione sono la forza e la giustizia intesa anche come giudizio.
L’iscrizione sul fronte associato all’estate è il monito in arabo classico “la parola è d’argento ma il silenzio è d’oro”. E’ più utile ascoltare che parlare.


 
L’AUTUNNO
Il terzo stadio della vita rivolto ad ovest è rappresentato da una musa che mesce l’acqua, a cui è associato il nuovo mondo, col vino, a cui è associato il mondo conosciuto in origine. È tempo di sacrificare una parte della proprie convinzioni per accogliere il dubbio e il nuovo. Il premio è il superamento dei propri limiti ma solo attraverso la temperanza e la pazienza.
Il monito in latino sul fronte recita “un filo può sciogliere l’inganno”, che fa riferimento al mito del filo di Arianna. Per non perdersi nel labirinto bisogna capire che le soluzioni più semplici sono anche le più intelligenti.  


 L’INVERNO

Il quarto e ultimo stadio del ciclo si sofferma su una musa bendata che regge un astrolabio senza iscrizioni perché il mondo fisico non ha più misteri. Dalla mano destra si levano le ali senza corpo della farfalla Orione, è giunto il tempo di liberarsi dei beni materiali facendo opere caritatevoli e spogliarsi delle armature oramai inutili e vestirsi di umiltà onde poter seguire serenamente la via spirituale. La saggezza sarà raggiunta e con essa finalmente l’illuminazione.
Il monito in lingua ellenica classica recita “tutto scorre”.
 
(estratto dal parag. “Tecnica e descrizione del trompe-l’œil” F.Risola 1999-2001)


 

 

    La cupola Pavlidis a Salonicco

Cenni tecnici

La sfida maggiore per la progettazione e realizzazione del trompe-l’œil non riguardava tanto l’importante dimensione della parete della cupola (circa 50mq complessivi), quanto la particolare soluzione architettonica adottata, che ha permesso il suo utilizzo quale ulteriore spazio calpestabile (originariamente pensato per realizzare un tea room), vale a dire col piano calpestabile sviluppato direttamente dalla base del tamburo e raggiungibile  dal piano sottostante con una scala a chiocciola.

La soluzione si focalizzava nella individuazione dei limiti geometrici dell’impianto scenografico da adottare e della tecnica più consona da utilizzare per fare fronte alla esigenza di un alto livello del dettaglio, in considerazione della prossimità fisica dell’osservatore all’opera.

Gli studi principali sono stati dedicati al contenimento delle grandi distorsioni determinate dalla superficie curva chiaramente percepibili dalla visione bioculare (nel contesto specifico di questa area oltre la soglia dei 20 gradi) sia in senso orizzontale, sia in senso verticale.

Determinato il punto di vista ideale (definito ad una altezza media di 1.70 m. sul baricentro del volume della cupola) sul quale far convergere successivamente tutte le proiezioni, si è suddiviso l’impianto architettonico in 8 settori prospettici principali ed 8 secondari per l’assorbimento delle distorsioni orizzontali, e in 4 settori prospettici principali per l’assorbimento di quelle verticali.

La scelta della tecnica da adottare è stata imposta dall’esigenza di una definizione dettagliata dettata dalla possibilità di una immediata vicinanza dell’osservatore all’opera.

È stata esclusa la tecnica a fresco per via della gran quantità di dettagli molto piccoli, studiati appositamente per questo lavoro, in quanto i tempi rapidi di asciugatura dell’intonaco ne avrebbero reso impossibile la corretta esecuzione.

Il problema che si presentava era dunque la scelta più opportuna di una alternativa senza rinunciare ad accostarsi sia alla resa cromatica del fresco, sia alla sua ottima reazione nel tempo ai microassestamenti della cupola che alla sua grande resistenza all’umidità.

La soluzione al problema è coincisa con la scelta del colore a base di caseina.

Questo antico medium estratto dal latte è estremamente traspirante e resistente all’umidità, il colore ha una resa brillante e una volta stabilizzato non teme i raggi UVA, mantenendo così la sua vivacità.

Posted in ICONOGRAFIA blog di Ilias Lucarelli | accedi o registrati per inviare commenti | letto 309 volte

Inserito da Ilias Lucarelli il Mer, 16/07/2008 - 20:03

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