La fascia scolpita di 160 metri che correva sulle pareti esterne della cella del Partenone, le metope del fregio dorico e parte dei due frontoni del tempio, sono stati presentati per la prima volta in forma digitale e resi accessibili a tutti su internet all’indirizzo: www.ekt.gr/parthenonfrieze
Questo progetto tecnologico è stato sviluppato dal ministero greco della cultura – ufficio per la conservazione dei monumenti dell’Acropoli- in collaborazione con il centro nazionale di documentazione (EKT) e il primo eforato per le antichità preistoriche e classiche. Per la prima volta viene data la possibilità di ammirare il fregio del Partenone, unico al mondo per la sua importanza culturale, nella sua interezza, rivolgendosi non solo agli archeologi, ma anche al pubblico più ampio. In pratica viene offerto un tour virtuale del fregio (lungo 160 metri e alto quasi un metro) con un’ introduzione generale e una descrizione, sia in greco che in inglese, di ogni blocco che lo compone.
Degli originari 115 pannelli scolpiti, che componevano il fregio del Partenone, oggi ne restano 93: 36 ad Atene, 56 al British Museum e uno al Louvre. Delle 92 metope originali, 39 sono ad Atene e 15 a Londra. Altre 17 statue, comprese le cariatidi, sono al British Museum.
L’eccezionalità del lavoro sta nel fatto che finalmente è stata creata un’ applicazione digitale che unisce tutti i pannelli scolpiti del fregio del Partenone, oggi sparsi di qua e di là tra i musei di Atene, Londra e Parigi. Inoltre le fotografie dei blocchi originali del fregio, molti dei quali incompleti, a seguito dei danni subiti, sono integrate in maniera superba dai disegni originali di J. Carrey (1674) e J. Stuart (1751), i quali avevano copiato meticolosamente tutti i rilievi del fregio. In particolare gli schizzi di Carrey sono molto importanti perché riproducono tutti quei pannelli scolpiti che andarono perduti nell’esplosione avvenuta nel 1687, causata da un lancio di artiglieria dall’esercito veneziano guidato da F. Morosini nella spedizione per la liberazione di Atene dai turchi.
Il fregio è una fascia scolpita di 160 metri che correva tutta attorno al muro della cella del tempio del Partenone, sulla quale viene espressa l’originalità e l’elevatezza della concezione d Fidia. L’inserzione di questo elemento, tipico dell’architettura ionica, in un tempio dorico quale è il Partenone, sottolineava il valore simbolico della supremazia di Atene come espressione di tutto il mondo greco. La tecnica del bassorilievo è quella per cui il profilo aderisce al fondo e presenta una indiscutibile ineguaglianza di esecuzione mostrando la partecipazione di numerosi collaboratori per la realizzazione dell’opera. L’audacia suprema di Fidia fu quella di dedicare il grande fregio a un avvenimento totalmente umano: la festa delle Panatenaiche, che si teneva ogni quattro anni, in occasione della quale l’intera città rendeva omaggio alla dea. Il popolo di Atene viene condotto, nella processione che si svolge sui lati lunghi della cella (gruppi di fanciulle, sacerdoti del sacrificio, giovani a cavallo), sino alle soglie del divino, quando raggiunge l’assemblea degli dei, raffigurata sul lato corto del tempio a Oriente. La libertà creativa lasciata agli esecutori del fregio ha contribuito a conferire a questa lunga sfilata, dove i cavalieri interpretano la parte principale, varietà, animazione e calore di vita.
La realizzazione di questo progetto offre, ai ricercatori e al pubblico in genere, l’opportunità di vedere riunito tutto il programma iconografico del Partenone (almeno quello sopravvissuto nei giorni nostri); inoltre ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’annoso problema della restituzione dei marmi alla loro patria e collocazione originaria cioè ad Atene. Infatti agli inizi del XIX secolo l’ambasciatore inglese Lord Elgin smantellò, in maniera violenta, dal monumento gran parte del programma iconografico che oggigiorno è esposto nel British Museum di Londra.
La costruzione del nuovo museo dell’Acropoli, i cui lavori saranno completati nel 2007, avrà come tema principale l’esposizione di tutto il programma iconografico del Partenone, sperando che nel frattempo il governo inglese acconsentirà alla richiesta di rimpatrio da parte del governo greco. Se ciò non dovesse avvenire, nella sala di vetro dedicata al Partenone, sarà possibile vedere soltanto una esposizione incompleta.
Posted in STORIA – ARCHEOLOGIA blog di Ilias Lucarelli | accedi o registrati per inviare commenti | letto 637 volte
Inserito da Ilias Lucarelli il Gio, 15/12/2005 - 13:06
