L'Alchimia - Storia di una scienza

Invitiamo gli utenti del sito della nostra associazione a scrivere i loro pensieri, i loro dubbi, articoli e altro, per arricchire l'argomento che presenteremo nel prossimo convegno che l'A.T.P. svolgerà in primavera a Roma sul tema suddetto.

L'Alchimia è l'antica sapienza sacerdotale egizia, riscoperta dagli Arabi durante l'invasione di questo paese e da loro trasmessa in Europa. El Kemì è il nome che gli arabi diedero all'Egitto, il cui antico nome era Kemet. Esiste in Italia l'unico monumento al mondo realmente espressivo di questa scienza: la porta ermetica, sita nei giardini di piazza Vittorio a Roma. Gli alchimisti per non essere tacciati di eresia dovettero camuffare  i loro studi spirituali con gli studi antenati della chimica: ciò creò un apparato colossare per la cultura scientifica della nostra Europa. Conseguentemente naquero vari filoni filosofici che cercarono di sciogliere i simboli alchemici per poter intenderne il messaggio originario.

Dall' Egittologia, alla chimica, alla fisica, alla filosofia ed alla medicina, l'Alchimia ha dato il suo contributo. La branca dell'Alchimia spagirica si è occupata delle proprietà curative delle diverse piante ed erbe, anticipando di secoli la scienza farmaceutica moderna, riprendendo parte delle antiche sapienze sull'argomento. 

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Inserito da Giuseppe M. D. ... il Mer, 01/03/2006 - 17:29

Giuseppe M. D. ... | Lun, 15/01/2007 - 17:16

Nel convegno sviluppatosi sabato 13 gennaio all'Università di Roma La Sapienza sono intervenuti docenti univeresitari di spicco. Dalle loro analisi si è evidenziato il carattere ermetico di questa scienza. L'alchimia non è una scienza puramente materialista, ma i suoi simboli, le illustrazioni tramandateci nel tempo, mostrano il carattere universale di questa materia che basandosi sull'analogia studia elementi riferibili all'essere umano ed alla sua evoluzione spirituale.

Nel momento in cui nasce la chimica molti autori elaborano iconografie che richiamano il "soffiatore", ovvero il chimico, a ritornare sulla retta via e a studiare l'albero della scienza, che da come risultato il fiore della sapienza universale che parte dalle quattro radici simboleggianti i quattro elementi naturali di cui l'uomo è formato.

Giuseppe M. D. ... | Gio, 04/10/2007 - 13:07

L’alchimia è una scienza che ha ricevuto importanti apporti dall’ambiente italico, particolarmente nel periodo rinascimentale. L’origine semantica del termine pare venire dall’arabo Al-Kimiya, ossia “la sostanza”, intendendosi come tale la c.d. pietra filosofale[1], la stessa di cui parla molto Aristotele nel suo trattato delle meteore, a sua volta utilizzato da San Tommaso d’Aquino come testo di “teoria”[2] nell’applicazione della pragmatica alchemica.
È difficile dire dove nasca questa scienza, ma certo è più facile definire i contorni geografici dello sviluppo del suo pensiero, difatti essa risulta presente nelle più grandi civiltà della storia umana, dalla Cina all’Egitto e a Roma antica [1]. Zosimo di Panopolis racconta che sia stato un angelo ad insegnare all’uomo le arti per trasmutare i metalli[2], ancor prima gli egiziani attribuivano a Thot[3] (poi identificato dai Tolomei con Ermete, da cui nacque successivamente la figura di Ermete Trismegisto[4]) tali insegnamenti, nel corso dei secoli ogni popolo ha tendenzialmente assegnato a esseri di nascita divina e celeste l’origine di tale scienza. Nel tempo l’alchimia si definirà come una scienza dalle diverse vie:
1.      spirituale, in quanto destinata a trasformare i metalli presenti nel corpo umano in oro, perché questi possa realizzare la sua essenza divina;
2.      terapeutica, tramite l’alchimia spagirica, consistente nell’uso di minerali e vegetali per ottenere medicamenti atti a curare i diversi mali[5];
3.      prettamente fisica, derivante dalla spagiria, seguita dai c.d. “archimisti”, ossia persone che si sono dedicate essenzialmente alla pratica di laboratorio con finalità chimiche[6].
Da un’unica scienza nasceranno quindi tre scienze:
  1. teologica e spirituale, tra cui emergono personaggi come Tommaso d’Aquino, Santo e dottore della chiesa, Lullo[7] e Rupescissa, alchimisti che praticarono sotto ordini religiosi;
  2. farmaceutica ed omiopatia;
  3. la chimica odierna.
Dall’origine della storia fino ad oggi, l’alchimia ha segnato le società umane, nonostante il suo studio sia sempre stato elitario e non accessibile a tutti, a causa anche della sua forma ermetica e misterica, trasmessa nel tempo tramite simboli, il cui significato non sempre è di facile interpretazione.

[1] Roberto Tresoldi, I segreti dell’alchimia, Milano 2000. pag. 8.[2] Roberto Tresoldi, I segreti dell’alchimia, Milano 2000. pag. 9.[3] Dio egizio delle arti e della magia.[4] Thot, Ermete, si presentò a Phile, isola del Nilo ove si conserva un tempio a lui dedicato, lì insegnò agli umani le arti magiche e l’ermetismo, filosofia connessa a ciò che poi sarà noto come alchimia.[5] L’alchimia spagirica è perciò la scienza antenata della nostra farmaceutica.[6] Roberto Tresoldi, I segreti dell’alchimia, Milano 2000. pag. 15.[7] Lullo, 1235-1313, prese gli ordini religiosi dopo una vita avventurosa, Rupescissa era un francescano del XIV sec. che fu poi imprigionato da papa Innocenzo VI.

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