30 ANNI DI INTERVENTI DI RESTAURO SULL’ACROPOLI DI ATENE

L’anno scorso si sono compiuti trent’anni da quando, nel 1975, fu creata dal Ministero della Cultura greco una commissione di esperti (archeologi, architetti, ingegneri, chimici e restauratori) con il compito di dirigere il vasto programma di interventi di restauro, tutt’ora in corso, dei monumenti dell’Acropoli di Atene. Per celebrare questo evento è stata allestita una mostra fotografica nel museo Gounaropoulou di Atene. L’esposizione presentava, fase per fase, tutti gli interventi di restauro che furono, e tutt’oggi lo sono, sottoposti i monumenti dell’Acropoli negli ultimi trent’anni.


L’interesse per la tutela del patrimonio culturale e in particolar modo del sito archeologico nella spianata dell’Acropoli nacque, a partire dal 1830, col riconoscimento dell’indipendenza dello Stato Greco. In questo periodo iniziò una generale rivalorizzazione dei monumenti classici della città di Atene e una serie di interventi di restauro furono concentrati soprattutto nei monumenti dell’Acropoli, per preservare ciò che è stato il simbolo di un passato glorioso in un momento di rinascenza della nazione greca.


Una miriade di interventi di restauro sui monumenti dei Propilei, del tempietto di Atena Nike, dell’Eretteo e del Partenone si susseguirono in quegli anni e soprattutto a partire dal primo trentennio del secolo scorso, con conseguenze negative per la conservazione del materiale antico. Infatti, in quel periodo, non esistevano dei principi teorici specifici nel campo dell’archeologia e del restauro. Si cominciò, quindi, ad utilizzare, negli interventi, materiali dannosi per il marmo antico (tutti i monumenti dell’Acropoli sono in marmo pentelico) come il cemento e il ferro causando danni incalcolabili, modificando l’equilibrio statico dei monumenti.


 I lavori di restauro nell’Acropoli di Atene, degli ultimi trent’anni, sono caratterizzati da uno studio molto cauto e minuzioso che precede ogni intervento sui monumenti. In questo modo le soluzioni tecnologiche adattate nel cantiere dell’Acropoli, come per esempio l’uso di barre di titanio (materiale resistentissimo e per nulla ossidante) per legare insieme i frammenti marmorei per la ricostruzione degli edifici antichi e l’utilizzo del laser per la pulizia dei rilievi antichi sulle superfici marmoree, hanno contribuito al progresso della scienza del restauro per la corretta tutela del patrimonio culturale mondiale.

Posted in RESTAURO blog di Ilias Lucarelli | accedi o registrati per inviare commenti | letto 850 volte

Inserito da Ilias Lucarelli il Lun, 17/04/2006 - 09:33

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L'Acropoli di Atene




Interventi di restauro sull'Acropoli di Atene


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