STORIA – ARCHEOLOGIA
Leggendo i fasti di Ovidio si può avere un’idea dell’importanza che aveva il susseguirsi dei mesi e delle stagioni nella religione romana. L’anno romano manifestava la mitologia del suo popolo, la quale si ripeteva di volta in volta nel ciclo calendariale.
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Inserito da Giuseppe M. D. ... il Mer, 18/01/2006 - 20:26
Campagna di scavo 28 luglio – 10 agosto 2008
Il Gruppo Archeologico “ Paolo Orsi “ di Soverato (CZ), in collaborazione con il Comune di Isca sullo Ionio
e sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria,
organizza la 3° campagna di scavi in loc. Zagaglie di Isca Marina CZ.
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Inserito da Giuseppe M. D. ... il Ven, 13/06/2008 - 16:59
Il 20 maggio del 2008 l'Associazione Tradizionale Pietas ha condotto un'attività di archeologia sperimentale ad Argusto.
Si è voluto verificare se fosse possibile compiere i gesti di Romolo in una sola giornata. L'esperimento è stato condotto in condizioni ambientali simili a quelle di Roma antica: un ambiente in parte boscoso ed in parte abitato, su di un colle prospiciente al fiume Ancinale. Armati di buoi, aratro e vesti fedelmente riprodotte un temerario gruppo, condotto dal giovane archeologo Giuseppe Barbera, ha svolto all'alba i medesimi gesti rituali del primo re romano, inclusi i riti augurali, si sono successivamente posti i cippi pomeriali e si è praticato il solco primigenio lungo un percorso corrispondente ad un terzo di quello dell'antica Roma.
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Inserito da Giuseppe M. D. ... il Lun, 26/05/2008 - 21:03
Intervento alla conferenza "L'Augurato nel mondo antico" - Roma, 19 Aprile MMDCCLXI ab U.C.
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Inserito da Giuseppe M. D. ... il Dom, 27/04/2008 - 16:06
Nel mondo antico l'erezione del tempio rappresenta il passaggio da uno stadio caotico ad uno ordinato. Esistono diversi canoni di ordine, ognuno focalizzato su un aspetto ben determinato. L'ordine dorico è basato sulle proporzioni del corpo dell'uomo (Vitruvio, De Architettura) e difatti, rispetto allo ionico, ha una maggior possenza.
L'elemento basilare delle proporzioni templari è il modulo, ovvero il raggio della circonferenza che forma in pianta la colonna. A Crotone questo modulo moltiplicato per 13 dà l'altezza della colonna inclusa di capitello, moltiplicato per 4 dà invece l'altezza della trabeazione, sulla quale insisterà in fine il timpano.
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Inserito da Giuseppe M. D. ... il Lun, 18/06/2007 - 13:10
E trovano una spada romana, primo reperto di quel tipo per la regione del Fayyum. L’arma è stata recuperata a Dime dalla missione archeologica italiana dell’Università di Lecce. Il gruppo era guidato da Mario Capasso, docente di papirologia, e Paola Davoli, professoressa di Egittologia presso quell’Ateneo. L’intercetto è avvenuto in un locale interno al principale tempio della città: l’edificio sacro al dio coccodrillo Soknopaios. L’arma, che secondo gli archeologi rappresenterebbe un unicuum nel suo genere perché mai prima d’ora s’era ritrovato un reperto simile in tutta quell’area, sarebbe appartenuta a un centurione romano o a un comandante di cavalleria, visto che la città aveva ospitato un presidio romano. Dime, sorta bel mezzo del deserto come città carovaniera e punto d’appoggio per i lunghi convogli che collegavano la capitale Alessandria con il sud del paese. Oltre alla spada gli archeologi hanno portato alla luce alcuni ambienti le cui pareti, fatte di lastroni di pietra locale, erano arricchite con bassorilievi e decorazioni. Tra i personaggi rappresentati, una figura femminile, un sovrano con gonnellino e tre divinità. Trovati, ancora, papiri magici e figurati, due sigilli, figurati, in legno, tappi per anfore, frammenti di mobili sacri, oggetti ed elementi appartenuti al corredo che di proprietà del tempio. Ancora, è stata rinvenuta una lista di sacerdoti ed un elenco patrimoniale del tempio di Soknopaios. Il recupero della spada è stato particolarmente difficoltoso e ha richiesto il preventivo consolidamento sia della sabbia sia dell’arma, il cui restauro definitivo è previsto per la fine di quest’anno. La missine italiana, sponsorizzata da Luca Trombi, è stata facilitata nel compito dal Direttore Generale delle Missioni Straniere del Supreme Council of Antiquities Magdy El Ghandour e dal Direttore dell’Ispettorato delle Antichità del Fayyum Ahmed Abd el-Aal Mohammed, mentre il restauro dei monumenti di pietra è stato effettuato con il contributo di Ayman Tawfik Ibrahim dell’Ispettorato del Fayyum.
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Inserito da astianatte il Mer, 31/01/2007 - 00:36
Pochi lo sanno, ma l'unico monumento ermetico, realmente definibile così per l'essenza e qualità di significati che cela in sè, è la porta ermetica di piazza Vittorio di Roma, creata dal marchese Palombare nel XVII sec.
La porta si trovava nella villa del marchese, poi fu tolta dal suo contesto originario e inserita nei giardini della su citata piazza di Roma. Costituita da quattro lastre di pietra che delimitano uno spazio oscuro, che richiama l'ignoto posto di fronte a chi le si accosta, è caratterizzata da sette sigilli che ripetono le sette "syllabae chimicae, le sette sillabe ricavate dalla combinazione dei simboli dei 7 astri, delle 7 sostanze e dei 7 metalli.
Riportiamo di seguito le sette incisioni della porta senza commento, ma con la sola traduzione d'accompagnamento, per lasciare al lettore la libertà di fare le sue prime considerazioni a mente libera, e non condizionata da idee altrui.
Prima incisione - Piombo -Quando in tua domo nigri corvi parturient albas columbas tunc vocaberis sapiens (Quando nella tua casa i neri corvi partoriranno le bianche colombe, allora potrai dirti sapiente)
Seconda incisione - Stagno - Diameter spherae thau circuli crux orbis non orbis prosunt (il diametro della sfera, il tau del circolo, la croce del globo, non sono d'aiuto ai ciechi)
Terza incisione - Ferro - Qui scit comburere aqua et lavare igne facit de terra caelum et de caelo terram pretiosam (chi sa bruciare con l'acqua e lavare con il fuoco fa della terra cielo e del cielo terra preziosa).
Quarta Incisione - Rame - Si feceris volare terram super capum tuum eius pennis aquas torrentum convertes in petram (se farai volare sul tuo capo la terra, con le sue penne trasmuterai le acque del torrente in pietra)
Quinta incisione - Mercurio - Azot et ignis dealbando Latonam veniet sine veste Diana (quando l'azot e il fuoco imbiancano Latona, allora verrà Diana senza veste)
Sesta incisione - Antimonio - Filius noster mortus vivit Rex ab igne redit et coniugio gaudet occulto (Nostro figlio, che era morto, vive, torna re dal fuoco e gode dell'occulta unione).
Sesta incisione - Vetriolo - est opus occultum veri sophi aperire terram ut geminet salutem pro populo (è opera occulta del vero filosofo aprire la terra, perchè faccia geminare salvezza per il popolo).
Le altre scritte:
si sedes non is - che si legge sia da destra che da sinistra. Da sinistra si traduce : se siedi non vai. In senso destrorso (si non sedes is) se non ti siedi, vai.
In caratteri ebraici sull'architrave troviamo iscritto: Ruha Elohim (lo spirito di dio)
sempre sull'architrave compare un'altra scritta: Horti magici ingressum hesperius custodit draco et sine Alcide cholcicas delicias non gustasset Iason (l'ingresso del giardino magico custodisce il drago esperio, e senza l'Alcide Giasone non avrebbe gustato le delizie della Colchide)
In testa all'architrave vi è un fregioin forma circolare. All'interno del cerchio si sviluppa una stella a sei punte sormontata dal simbolo dell'antimonio. Sulla corona esterna appare la scritta: tria sunt mirabilia: Deus et Homo,Mater et Virgo, Trinus et Unus. (tre sono le cose mirabili: Dio e Uomo, Madre e Vergine, Trino e Uno.)
Infine sulla ruota dell'antimonio compare la scritta: centrum in trigono centri (il centro è nel triangolo del cerchio).
Fonti:
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Inserito da Giuseppe M. D. ... il Lun, 22/01/2007 - 14:49
Risulta generalmente molto interessante la capacità militare dei romani: con soli 200.000 uomini erano riusciti a organizzare eserciti e forze di polizia in tutto l'impero. Leggendo i commentari dei diversi storici dell'epoca, possiamo renderci conto di quanto fossero capaci gli antichi romani di civilizzare un'intera nazione con una sola legione: strade, acquedotti e ponti rendevano la vita più semplice e costruttori ne erano gli stessi legionari che potevano portare anche morte e distruzione qualora l'onore di Roma fosse messo al giogo.
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Inserito da Giuseppe M. D. ... il Mer, 17/01/2007 - 17:44
Milano - Sotto San Vittore la necropoli della città imperiale
Pia CapelliLibero Quotidiano Milano 23-DIC-2006
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Inserito da astianatte il Lun, 25/12/2006 - 12:11